Tango Counselling Lab
Discover Tango Counselling with Claudia Silletti, where Tango Argentino, body awareness, connection, and Gestalt practice support personal growth
Claudia Silletti
6/1/20269 min leggere
Il Tango è l’unica danza che eleva il comune gesto dell’abbraccio ad una forma d’arte.
È un gioco di ruoli basato sull’ascolto reciproco, in cui il movimento emerge dall’attivazione di un impulso interno e centrale legato all’attivazione del baricentro e del plesso cardiaco.
Imparando ad improvvisare a partire dall’immersione nella musica e in sé stessi. Ogni classe si articola a partire da pratiche propriocettive di consapevolezza del proprio respiro, postura ed eventuali tensioni muscolari.
Un ascolto di sé prima di entrare in contatto-relazione con l'altro, camminare e danzare insieme.
Segue un breve estratto dalla mia tesi finale (2019) della scuola di Gestalt Counselling a mediazione artistica “ArtinCounselling”
Il tango come “Medium” per un viaggio interiore
"Il Tango non è una forma acrobatica o coreografica, bensì un incontro energetico, cerimoniale, rituale tra due persone; che si balla con il cuore. Il cuore come zona energetica, non come metafora poetica. Il tango si balla ricercando la forza del cuore."
Silvia Wladimivski
Gli elementi da esplorare
1-Percezione e ascolto del proprio corpo e di sé in relazione all’altro
2-Respirazione
3-Radicamento e Postura
4-Peso del corpo ed equilibrio
5-Abbraccio
6-Coordinazione e presa di contatto con eventuali rigidità/blocchi
7-Femminile e Maschile: un gioco di ruoli
8-Costruire confini stabili ma permeabili
1-Percezione e ascolto
Quotidianamente ci muoviamo in maniera automatica e riprendendo un’espressione di A. Lowen, il padre della bioenergetica, “abbiamo perso la grazia” (“quando la metà superiore domina la personalità perdiamo la grazia naturale”).
Volgendo lo sguardo verso l’interno ci accorgiamo di tante piccole tensioni e contrazioni muscolari cristallizzate. Il percorso verso lo sviluppo di una coscienza del corpo determina un aumento della sensibilità agli stimoli interni ed esterni e un affinarsi della propriocezione.
La salute non è assenza di dolore ma presenza di un basilare tono corporeo di piacere.
La capacità di sentire ciò che sta accadendo a un’altra persona, alla base dell’empatia, si fonda sul fatto che il nostro corpo entra in risonanza con altri corpi viventi. Se questa risonanza manca vuol dire che non siamo in risonanza con noi stessi.
2-Respirazione
Respirare profondamente è sentire profondamente. Se respiriamo in profondità nella cavità addominale, quella regione si anima. Se la nostra respirazione non è profonda reprimiamo sentimenti.
Ci abituiamo fin da bambini a tirare in dentro la pancia per isolare sentimenti di dolore.
3-Radicamento e postura
Radicarsi significa possedere una base di appoggio stabile. Essere consapevoli del peso del corpo, dell’asse e della gestione di questi elementi nello spazio. Nella storia del Tango è l’esigenza primaria dell’immigrante. Dal contatto con le fondamenta (sul piano fisico i piedi, prima base d’appoggio) posso costruire e sostenere l’edificio corpo (equilibrio, postura); fino a trovare nell’incontro e nell’abbraccio un equilibrio e una stabilità condivisa.
Siccome il peso viene scaricato al suolo, occorre appoggiare bene i piedi lasciando le dita aperte, tutto il corpo inclinato leggermente in avanti. Nonostante questa piccola inclinazione del corpo, ogni ballerino si mantiene centrato sul proprio asse .
4-Peso del corpo ed equilibrio
Il primo movimento nel Tango è il cambio di peso da una gamba all’altra, o meglio dal lato destro al lato sinistro del corpo rispetto ad un ipotetico asse centrale.
Quando si inizia a ballare è questa oscillazione, inizialmente visibile poi sempre più interna, a determinare la sincronizzazione sul posto dei due corpi.
I cambi di peso ci aiutano anche a “testare” il proprio equilibrio personale e di coppia. Essi, così come in seguito l’impulso al primo passo, sono marcati da chi assume il ruolo di leader.
L’equilibrio deriva in parte dalla capacità di scaricare profondamente il peso al pavimento, in parte dalla stabilità dell’asse.
In un buon ballo, come in un rapporto sano, le persone si cercano per condividere, a partire da un asse o “centro” personale, da cui muoversi e a cui poter tornare.
5-L’abbraccio
Ciò che caratterizza fortemente il Tango è la presenza di un contatto intenso con l’altro, l’abbraccio. Parlando di abbraccio e partendo dall’etimologia della parola è curioso scoprire che sia in italiano che in castigliano la parola letteralmente si traduce come “assenza di braccia”. In effetti, anche se fisicamente le braccia circondano il corpo dell’altro, se pensiamo ad un abbraccio fraterno, amorevole, esse non posseggono né costringono; avvolgono.
Ciò vale anche nel tango in cui chi “guida” non “manovra” l’altro dalle estremità bensì da un impulso più interno e centrale legato all’attivazione del baricentro e del centro cardiaco.
Alcune ricerche indagando gli effetti positivi dell’abbraccio hanno quantificato il numero di abbracci giornalieri minimi per garantire uno stato di benessere psicofisico, che risulterebbe pari a quattro.
6-Coordinazione e presa di contatto con eventuali rigidità/blocchi
Il corpo e le emozioni sono due dimensioni che vanno di pari passo: quando una parla, l’altra reagisce. Numerose ricerche avvalorano la costante relazione tra le emozioni negative e il dolore fisico. Di fatto, è stato dimostrato che si attivano aree del cervello simili quando proviamo un dolore fisico e un dolore emotivo. Ad esempio, se non riusciamo a gestire l’ira o lo stress lavorativo, questo potrebbe causare una contrattura o una tensione alla mandibola. Sono emozioni represse, che rimangono intrappolate nel corpo in attesa di uscire. Dato che non possono manifestarsi, cercano di esprimersi in qualche modo attraverso la tensione o il malessere fisico.
Attraverso gli esercizi di riscaldamento propedeutici all’incontro con l’altro cerchiamo di entrare in una dimensione di accoglienza, attenzione e ascolto verso il corpo e i suoi segnali e di “leggerne” i significati.
7-Femminile e Maschile: un gioco di ruoli
La possibilità di sperimentare le diverse parti di sé, quella attiva, determinata, solare maschile e quella ricettiva, sensibile, lunare femminile, permette di migliorare la conoscenza di se stessi, attraverso un lavoro esperienziale della parte maschile e femminile.
Durante il percorso viene allargato il concetto di “seduzione” (nel suo significato etimologico di “condurre a sé”) sia verso le persone che verso l’ambiente, nel modo attivo e intraprendente, ma anche nella modalità silenziosa e ricettiva.
Nel praticare si aumenta la consapevolezza di come ci si comporta (come “portiamo” il corpo) sia nella seduzione (nel portare a se), sia nel rapporto/relazione con l’altro; come entrare in rapporto in modo attivo (maschile) o in modo ricettivo (femminile).
Chi guida si dice “porti” l’altro nella danza, si assume il ruolo di accoglierlo senza costringerlo, assicurandogli presenza e stabilità, in assenza di forza o spinta. Si prende però anche la responsabilità di dirigerlo in uno spazio in cui al tempo stesso altre persone si muovono e relazionano. Indica la direzione e protegge la persona tra le sue braccia.
Essere guidati o “portati” richiede la capacità di fidarsi, in questo senso è un dono di sé, un affidarsi senza dipendere, esporsi senza riserve.
Chi segue si predispone in uno stato recettivo; di ascolto sensoriale, percettivo e cinetico. Un ascolto “attivo” dunque in cui il movimento di “risposta” rispetta e rispecchia uno stato psico-emotivo unico, in armonia con la musica, elemento imprescindibile, fil rouge che intesse e colora il rapporto tra i partner.
Attraverso questa comunicazione di corpi, attraverso questa relazione che si stabilisce nel corso di una “Tanda” (sequenza di 3 o 4 brani che si danzano con lo stesso partner), si prende contatto e si lavora anche su un altro aspetto: la fiducia e la sua controparte la responsabilità.
La guida (responsabilità) e l’essere guidati (la fiducia), ovvero come si conduce il ballo e come ci si affida al ballerino, diventano metafora delle proprie modalità di relazione nella vita quotidiana.
8-Costruire confini stabili ma permeabili
Entrare in contatto, empatia con l’altro senza confondersi, sentire ciò che sente l’altro senza perdere il proprio sentire e il proprio “centro”.
Effetti e benefici sulla Salute
“Quando il nostro spirito entra appieno in un atto qualsiasi, questo assume un carattere spirituale perché il Sé viene trasceso”
Lowen
È importante precisare che in questo elaborato si parla di tango sociale o da pista, che si differenzia dal tango “escenario” o fantasia, non richiedendo particolari requisiti o preparazione atletica ed essendo perciò adatto a persone di ogni età.
In una coppia di ballerini, spesso sconosciuti, che si guardano, si abbracciano e iniziano a ballare si creano e ricreano dinamiche ancestrali legate alla relazione primaria del feto nel grembo materno. Il tango è in grado di riportarci in questo luogo originario di contatto, una condizione in cui un essere può sentirsi contenuto in un altro pur rimanendo sé stesso. Nel tango due corpi se “connessi” possono avere realmente la sensazione di respirare, muoversi, danzare all’Unisono, essere parte di una vibrazione e di una frequenza comune, condividere e generare uno stato di coscienza più elevato; che emerge dallo sviluppo di una sottile qualità di ascolto, accoglienza e rottura di barriere o maschere protettive.
Inoltre i temi essenziali dei testi e l’energia sprigionata dalle orchestre sono evocativi di “atmosfere” profonde e universali: perdita, nostalgia, abbandono, amore, morte; tutte esperienze che toccano prima o poi la sfera personale di ogni essere umano, generando emozioni e vissuti che nel tango possono essere lasciati liberi di emergere e fluire.
Inoltre, attraverso la sincronia dei corpi in "concentrazione e presenza", si può gradualmente sperimentare una sorta di “capacità negativa" (J. Keats) che lascia spazio ed apre il canale creativo-comunicativo.
A proposito di questa qualità di presenza la possibilità di un percorso di conoscenza di sé attraverso il ballo può essere assimilato ad una pratica “mindfullness”, nel senso di acquisire una capacità di percezione, una qualità del vedere non mediata da processi mentali e in grado di favorire una comprensione intuitiva, profonda e non concettuale di quanto sta accadendo, nel momento in cui ci accade. Si tratta di una qualità della conoscenza che si può acquisire nel momento in cui l’attività discorsiva ininterrotta della mente si placa, creando lo spazio affinché emerga una consapevolezza silente, una presenza al di là delle parole, dei concetti, del pensare, del significare che è semplice presenza mentale, attenzione cosciente a ciò che accade. Ciò apre la possibilità alla disidentificazione dai contenuti mentali, un atto di profonda potenzialità terapeutica.
Abbracci e sistema endocrino: il ruolo dell’ossitocina
L’espressione/trasmissione delle emozioni e del sostegno sociale che avviene abbracciandosi ha come effetto principale la stimolazione del sistema endocrino con il conseguente rilascio di messaggeri chimici.
Questi ultimi sono un gruppo eterogeneo di sostanze che permettono di trasmettere un messaggio da una parte all’altra di un organo o del corpo.
Il corpo ha 3 sistemi di comunicazione: sistema nervoso, endocrino e immunitario. Ognuno utilizza i propri tipi di messaggeri chimici: le cellule nervose comunicano attraverso il rilascio di neurotrasmettitori, le ghiandole endocrine secernono ormoni e il sistema immunitario attraverso le citochine. Alcuni di questi ormoni, tra cui l’ossitocina, vengono prodotti dall’ipotalamo e rilasciati dall’ipofisi.
L’ossitocina, immessa nel sangue, agisce sulle ghiandole mammarie e sull’utero oltre che a livello cerebrale come neurotrasmettitore (sia negli uomini che nelle donne).
Una volta prodotta nell’ipotalamo l’ossitocina può raggiungere sia l’ipofisi che altre regioni cerebrali come l’amigdala e l’ippocampo (connesse alla memoria e alle emozioni). Alcuni studi dimostrano che gli abbracci stimolano una grande quantità di ossitocina (Light et al., 2005).
Agendo su varie regioni del nostro cervello e, in particolare sul sistema limbico, essa è in grado di ridurre lo stress e l’ansia sociale. Inoltre migliora il riconoscimento delle emozioni e la memoria sociale, rende più fedeli, sinceri ed empatici, rafforza i legami, l’attaccamento e l’affiliazione. Si tratta di caratteristiche strettamente interconnesse e che si influenzano a vicenda in un circolo virtuoso. Il rilascio di ossitocina scatenato da un abbraccio ha ripercussioni positive sulla salute e sul benessere sia sul piano fisico che psicologico, emotivo e sociale.
Oltre a causare questi effetti, l’ossitocina è in grado di interagire con altri mediatori chimici, le cosiddette “molecole della felicità”, ognuna con funzioni specifiche:
-dopamina: coinvolta nel movimento volontario, cognizione, funzioni dei lobi frontali, ricompensa, piacere e motivazione
-serotonina: regola il tono dell’umore, memoria, sonno e cognizione
-endorfine: riducono il panico, l’ansia e la tensione, modulano appetito e il rilascio di ormoni sessuali e facilitano le contrazioni muscolari.
GLI ABBRACCI in sintesi
funzioni
TRASMISSIONE/ESPRESSIONE EMOZIONI E SOSTEGNO SOCIALE
effetti
SISTEMA ENDOCRINO: aumento rilascio OSSITOCINA
DIMENSIONE PSICOLOGICA,EMOTIVA DIMENSIONE FISICA: riduzione stress E SOCIALE:
-riduzione del conflitto
-miglioramento legami e attaccamento SIST. CARDIOVASC.
Meno rischio malattie cardiovasc.
-miglioramento memoria
- maggiori livelli empatia, sincerità e fedeltà
SISTEMA IMMUNITARIO
Meno rischio sviluppo malattie infettive
Che effetto fa alle persone il lavoro sul corpo?
A questa domanda così risponde Licia Sky esperta di body work:
“Proprio ciò che l’acqua fa con la sete; si può avere sete di un tocco. Ed è molto confortante essere toccati in modo confidenziale, profondo, fermo, dolce e sensibile. Un tocco e un movimento consapevoli radicano le persone e permettono loro di scoprire tensioni che possono aver conservato per un tempo così lungo da non esserne più consapevoli. Quando si è toccati si risveglia la parte del corpo toccata. Il corpo si rimpicciolisce fisicamente quando ci sono emozioni compresse. Le spalle si stringono, i muscoli facciali si fanno rigidi. Si spendono un mucchio di energie a trattenere le lacrime o qualsiasi suono o movimento che potrebbe tradire lo stato interiore. Quando la tensione fisica viene rilasciata, le emozioni possono essere espresse. Il movimento fa sì che il respiro diventi più profondo e appena la tensione si attenua possono essere liberati anche suoni espressivi. Il corpo diventa più sciolto e il respiro libero di fluire”.
In un mondo sempre più virtuale e mediato, obiettivo di questo elaborato è evidenziare l’importanza del contatto corporeo per lo sviluppo del bambino e dell’adolescente e per il recupero di funzioni relazionali vitali nell’adulto.
Il percorso del laboratorio costituisce la mia proposta pratica per realizzare l’integrazione e lo sviluppo armonico dell’essere umano.
A cura di Claudia Silletti
Danzatrice, diplomata in danza moderna, insegnante di Tango argentino e Gestalt Counsellor a mediazione artistica laureata in Scienze del Comportamento e delle relazioni sociali (Psicologia, Università di Bologna).
Si forma sia in Italia che in Francia e Argentina, in cui nel 2016 partecipa al Festival Mundial de Tango con Jorge Olguin.
Ha tenuto workshop e seminari oltre che in Italia anche a Malta, Bruxelles, San Pietroburgo e sull’isola di Lesbo (Grecia)
Collabora e dirige vari eventi, incontri e spettacoli.
Contatti:
+393345763941
